il 12 ottobre, Il giorno che non c’è

il 12 ottobre, Il giorno che non c’è

La scorsa settimana passavo da Piazza della Signoria, una delle mie piazze preferite da sempre. Quando arrivo, mi piace sedermi sotto la loggia dei Lanzi. Qui mi fermo e poso lo sguardo su tutte le sculture. Le conosco giá, tuttavia ritrovare la familiaritá di alcune forme mi rassicura.

Mentre guardo le sculture mi fermo a rileggere le ladipi su cui sono riportati alcuni fatti storici.

E quindi rileggo anche quella dedicata all’adozione del nuovo calendario. Lo sapevi che sotto la loggia dei Lanzi oltre alle statue si ricorda anche questo importante cambiamento?

E’ il 1582 e Papa Gregorio XIII emana la bolla Inter Gravissimas in cui introduce la modifica del calendario. Fino a quel momento era infatti stato in vigore il calendario giuliano, Quest’ultimo era stato introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C.

Da quel momento ogni anno avrebbe avuto 365 giorni o 366 in caso di anno bisestile, I mesi sarebbero stati dodici con una durata variabile dai 28 ai 31 giorni.

Per riuscire a allineare il nuovo calendario fu necessario eliminare alcuni giorni. In particolare il calendario fu introdotto il giorno 4 ottobre e per riallinearlo furono saltati i giorni che andavano dal 4 al 14 ottobre. Il calendario giuliano infatti aveva accumulato un ritardo di 10 giorni.

Ma su cosa si basava questa modifica? Sui calcoli di Niccolò Copernico. Nel 1543 l’astronomo e matematico polacco nel suo De Revolutionibus orbium coelestium aveva ricalcolato la suddivisione dell’anno solare. Questa analisi era servita come base per la riforma gregoriana.

Quando vai in piazza della Signoria, cerca questa lapide! Firenze adotta il calendario gregoriano a partire dal 1 gennaio 1750. Francesco Stefano di Lorena, Granduca di Toscana, stabilisce che anche questo stato si uniformi a molti paesi europei e che festeggi il capodanno non più il 25 marzo come era tradizione a Firenze, bensì il 1 gennaio. Questa decisione permette ai Lorena di uniformare il calendario in molti stati soggetti al potere della dinastia austriaca.

Meglio tardi che mai! Firenze adotta questa riforma con 168 anni di ritardo. Ma è in buona compagnia. Molti stati protestanti inizialmente non fanno propria la riforma e nemmeno stati come la Cina e la Turchia. Qui la riforma fu recepita soltanto agli inizi del XX secolo.

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