Il giglio sta a Firenze come Firenze sta alla Toscana

Il giglio sta a Firenze come Firenze sta alla Toscana

Hai mai sentito questi nomi: lingua di Drago, aria di maggio, notte profumata, dolce acqua …….
Sembrerebbero gli ingredienti di qualche sortilegio d’amore……..

E, in effetti, quello con Firenze e la Toscana è un legame d’amore, non si esaurisce, si rinnova e si rinvigorisce ad ogni visita e ad ogni sguardo.
Firenze è come un’amante imprevedibile, ha tanti volti, tante pieghe e tanti aspetti da scoprire.

Non è scontata e, pur avendola contemplata molte volte, si rimane incredibilmente sorpresi da qualcosa, cui la consuetudine aveva abituato il nostro sguardo distratto.

Firenze svela poco a poco i suoi segreti e i suoi aspetti meno appariscenti, si rivela a chi la segue, a chi si allontana per qualche istante da quella che il poeta Thomas Gray chiamava “la pazza folla”.

E d’improvviso la strada si inerpica per le scale che conducono al Piazzale Michelangelo e poi continua il suo incedere fino a scontrarsi con un luogo interamente dedicato al fiore che è l’emblema di Firenze: l’iris o giaggiolo che dir si voglia.

Il giardino dell’iris è  stato creato nel 1954 in occasione di un concorso internazionale che da allora ha come scopo la premiazione delle migliori varietà di iris.
Oltre ad offrire una veduta suggestiva sulla città, costituisce un’esperienza sensoriale unica: il visitatore nel periodo tra aprile e maggio, è letteralmente rapito dai colori, dalla luce e dai profumi di questo luogo sospeso.

L’accesso a questo giardino è gratuito, tuttavia è aperto soltanto venti giorni all’anno, il tempo che i giaggioli impiegano a sbocciare e regalarci colori strepitosi.

Mi raccomando di non dimenticare la macchina fotografica o lo smartphone per catturare questo spettacolo!

E ricorda che nessun simbolo è stato così amato come il giglio dai fiorentini. Anche se i fiorentini il giglio lo chiamano giaggiolo.

Il giglio è legato alla fondazione romana della città, fu infatti nel I  secolo a. C. che i Romani fondarono Florentia e le diedero questo nome proprio in virtù dei gigli che crescevano nella zona.

Fin dal Medioevo il giglio è stato utilizzato come stemma araldico della città,  Fu rappresentato per la prima volta sul Gonfalone della città nel corso dell’XI secolo .

Lo stendardo fiorentino era costituito da un fiore bianco in campo rosso e si ispirava ai gigli bianchi che crescevano nella pianura dell’Arno. Questi colori sono rimasti così fino al 1267, cioè fino alla battaglia di Benevento….ma questa è un’altra storia.

P.s.  per non lasciarvi in sospeso, Lingua di Drago, aria di maggio, notte profumata, dolce acqua sono i nomi di alcuni dei migliori iris che hanno vinto il concorso negli ultimi anni.

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